Pensieri olimpici

Come la quasi totalità delle persone che hanno un blog anche io non potevo esimermi da dire la mia sui giochi olimpici di Londra che si sono appena conclusi.

Premetto che sono un calciofilo nel senso spirituale del termine: tradotto in italiano per me è più affascinante una gara della League 1 inglese (equivalente della nostra Lega Pro) che una qualsiasi gara di basket…per non parlare degli altri sport :-) . Quindi la mia conoscenza sulla quasi totalità degli altri sport è molto limitata (ma credo di essere in buona compagnia).

Voglio iniziare dalle cose positive. Innanzitutto, da spettatore e da regolare lettore di quotidiani mi pare che l’organizzazione sia stata praticamente perfetta. Gli inglesi hanno dimostrato di saperci fare ad organizzare i grandi eventi…la location di Londra poi, a mio parere la città migliore al mondo, ha fatto il resto. Lodevole il fatto di aver destinato come area olimpica la zona est della capitale, da sempre la più povera e arretrata…un bello stimolo per una delle aree più depresse del paese e una misura da copiare anche qui nell’Europa del sud dove al massimo in periferia ci destinano un campo rom.

Da spettatore e da abbonato SKY grandi complimenti per la copertura dell’evento fatta con completezza e professionalità (Caressa nel nuoto a parte che esaltava gli atleti italiani quando invece affondavano e si perdeva i record del mondo). Il mosaico, già sperimentato per il calcio, è stato il tocco in più. Gli ex atleti messi a commentare hanno dato il tocco amarcord che serve in questo genere di situazioni.

Ammetto anche di aver seguito con interesse le imprese degli arcieri italiani Frangilli, Galliazzo e Nespoli e la bravura (e grande forza di volontà) delle ragazze del fioretto. Ho massimo stima inoltre della canoista Josefa Idem che con 10 olimpiadi non può che essere considerata un totem per i Giochi.

Molte altre cose mi hanno lasciato dubbioso e altre cose mi hanno indignato.

Innanzitutto non considero “sport” tutte quelle discipline che prevedono un “giudizio” alla prestazione dell’atleta dato da una giuria di presunti esperti del settore. Mi chiedo come possa l’essere umano, fallibile, giudicare con imparzialità la prestazione di un altro essere umano. Al mondo tutto è in vendita e penso lo siano anche queste esotiche giurie.

Ginnastica artistica e ritmica, tuffi, dressage e compagnia bella sono molto belli da vedere ma a mio parere non dovrebbero essere equiparati agli altri sport e quindi non essere sport olimpici. Sono sicuramente praticati da atleti che ci dedicano tempo e dedizione ma in uno sport il vincitore dovrebbe essere designato dal “campo” non da un giudice (fallibile e magari corrotto).Ho letto che una cosa simile, ma in maniera più brutale, l’ha detta pure il buon Gramellini de “La Stampa”, subito rimbrottato da una delle graziose “farfalle azzurre” della ginnastica ritmica (a cui faccio i complimenti per il blog).

Grossi dubbi mi lascia anche la boxe…io ero rimasto che vinceva chi metteva ko l’avversario..poi ho visto il pugile Cammarelle surclassare un inglese nella finale dei pesi massimi e perdere la medaglia d’oro per “scelta tecnica” de giudice…bha….

Tra le cose che mi hanno indignato c’è senza dubbio il divismo (accompagnato dalla totale assenza di risultati) di certi atleti azzurri. Non capisco come la stampa nazionale e il buona parte degli italiani possano adulare in continuazione gente come Federica Pellegrini e Filippo Magnini che nello scorso anno hanno passato più tempo a fare spot televisivi o ad essere intervistati sulle riviste di gossip che in piscina ad allenarsi. I risultati sono stati a dir poco umilianti ma in televisione sentivo dire che bisogna solo ringraziare (e di che?) la Pellegrini. Questa gente spesso afferma di non voler essere considerata come i calciatori (famosi per feste e flirt) ma quale sarebbe la differenza?

Concludo parlando di Schwarzer…come al solito con fatti del genere il paese si è diviso tra colpevolisti e innocentisti. Premettendo che penso che il doping esista e sia molto diffuso (e che alcune nazioni quali USA, Cina e Russia ne facciano largo uso) in OGNI sport a livello agonistico e in molti pure a livello amatoriale trovo la sua sceneggiata in televisione riprovevole. Diffido da chi piange in diretta tv, le lacrime vere sono quelle davanti alle persone care o chiusi in una stanza…il resto è pura strategia mediatica…un modo per rimediare alla cazzata di essersi rovinati la carriera con le proprie mani….non facciamone una vittima per favore…le vittime, nel difficile periodo che stiamo vivendo, sono altre e non un ragazzo viziato che faceva la pubblicità dell’ovetto kinder.

Nico

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~ di niccoloquerci su agosto 13, 2012.

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