Italia…ma quanto costi?

Rieccomi sul mio amato blog. Mi scuso con tutti voi followers per questa lunga astinenza dal pubblicare le mie opinioni in questo remoto angolo di web ma gli esami all’università, ormai terminati, hanno avuto il soppravvento su ogni altra abitudine 🙂

Visto il rovente clima agostano ho deciso di dedicare questo nuovo inizio (prometto…definitivo) a quanto sia caro trascorrere le vacanze nel Belpaese rispetto che all’estero.

Per cominciare qualche dato tratto da questo articolo di lastampa.it http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/465006/

In media in Italia una notte in hotel costa 64 euro contro i 29 della Spagna e i 36 della Grecia. E’ un dato che deve far riflettere. La nostra situazione economica, Grecia a parte, non è poi così distante da quella degli altri pigs, ma a differenza dei loro i nostri albergatori mantengono le tariffe pre crisi, anzi…le aumentano!

Per il particolare momento storico che sta vivendo il nostro paese (e anche per le bellezze che offre) quest’estate avevo deciso di passare le mie vacanze con la ragazza in Italia, in Puglia. Una settimana compresa di viaggio in macchina (con la benzina più cara di Europa), pernottamento (in un hotel senza pretese), vitto e extra vari sarebbe venuta a costare uno sproposito. Una settimana in Algarve (Portogallo) fra spiagge meravigliose, eccellente pesce, birre a prezzo stracciato e capatina nella splendida Siviglia è venuto a costare la metà!

Si dice che bisogna far girare l’economia, comprare italiano e tante belle parole ma nei fatti l’economia la devono sostenere solo determinate categorie di persone…quelle che spendono! Chi offre servizi sopravvive alla crisi sulle spalle altrui. Se il nostro patrimonio artistico, culturale e paesaggistico non è abbastanza valorizzato e come numero di visitatori siamo stati sorpassati (da anni ormai) da Spagna e Grecia è perchè in questo paese vige l’anarchia riguardo alla programmazione turistica. Ogni albergatore e ogni amministratore locale punto al profitto a breve termine invece che alla pianificazione futura. Invece che fare come in Grecia o in Spagna dove per fra fronte alla crisi gli albergatori hanno rinegoziato al ribasso le tariffe da noi si punta al soldo subito, facendo scappare i turisti, nostrani e stranieri.

Per far ripartire il paese, oltre alle dolorose riforme scritte a tavolino dai preparati burocrati di Roma, bisogna cambiare la mentalità di certe categorie che pensano che i sacrifici debbano sempre essere fatti dagli altri.

 

Nico

 

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~ di niccoloquerci su agosto 10, 2012.

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